Come e soprattutto perché procedere alla registrazione del marchio che rappresenta la nostra identità aziendale o il nostro personal brand

Avete presente tutto quello che avete studiato, pensato, disegnato, deciso quando avete dato un nome al vostro brand, piccolo o grande, personale o aziendale che sia?
Avete presente la palette, il logo, il nome (compreso il nome personale) all’interno degli elementi grafici e tutti i sottesi simbolici che affidate a questi elementi?

Bene, l’insieme di tutto questo è il vostro marchio e il diritto lo considera così importante da normarlo e disciplinarlo nel codice della proprietà industriale (art. 7 – 28).

Avere un bel logo, rappresentativo di identità personale e aziendale, e non registrarlo ci mette di fronte al rischio che qualcuno possa legittimamente usarlo al posto nostro e, soprattutto, impedire a noi di usarlo (o comunque crearci veramente molti problemi).

Emblematica è la storia (vera) di quella professionista mia cliente che esercitava la propria impresa da 5 anni sotto un determinato nome (mai registrato) e che ricevette lettera di diffida all’utilizzo del “suo” marchio.
Ebbene, un’altra persona, nel frattempo, aveva registrato il marchio e adesso, legittimamente, chiedeva la cessazione dell’utilizzo.

Che cosa è il marchio per il diritto?

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ph. Unsplash

Il marchio è ciò che comunica la tua attività all’esterno.

Per il diritto italiano:

“Il marchio indica un qualunque segno suscettibile di essere rappresentato graficamente, in particolari parole, compresi i nomi di persone, disegni, lettere, cifre, suoni, forma di un prodotto o della sua confezione, combinazioni o tonalità cromatiche, purché sia idoneo a distinguere i prodotti o i servizi di un’impresa da quelli delle altre”.

A che cosa serve il marchio per un brand?

domande colloqui di lavoro

Il marchio, e la sua capacità distintiva, evitano che il consumatore, cioè il tuo potenziale cliente, confonda te con il tuo concorrente.
Il marchio permette di recepire immediatamente la provenienza di un prodotto o servizio, di dare riconoscibilità a chi svolge un’attività e che quell’attività si solidifichi una reputazione stabile.

Chi usa il nostro marchio, non usa solo il nome e la palette, ma anche la reputazione che abbiamo costruito in tanti anni di lavoro, dal quale ne deriva fatturato ed è proprio per questo che il diritto regolarmente la registrazione e l’utilizzo dei marchi.

Come si registra un marchio?

Per presentare la registrazione e deposito di un marchio si può procedere con l’evergreen della richiesta cartacea presso la Camera di Commercio o via internet tramite il sito www.servizionline.uibm.gov.it.

Un altro metodo, molto più lento a dire il vero, è attraverso una domanda in raccomandata con ricevuta di ritorno all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi.

Prima di registrare un marchio è bene fare la così detta “ricerca di anteriorità”, per esser certi di non tentare di registrare un marchio che qualcuno ha già registrato prima in forma molto simile, ma per far questo, il modo migliore è rivolgendovi a consulenti industriali iscritti all’ordine o ad avvocati, che si premurino di effettuare la procedura in modo corretto.

In questo posso esserti di aiuto anche io dal momento che mi occupo anche di registrazione marchi.

Chi può registrare un marchio?

domande illegalli ai colloqui

Non è necessario avere partita iva o essere e avere già un’impresa per registrare un marchio.
Infatti è possibile che anche, ad esempio, un blogger per passione, che non ha partita iva ma che da anni scrive sulla sua piattaforma online piena di contenuti, pubblico e credibilità, voglia registrare il proprio marchio per far sì che nessuno, magari a scopo di lucro, possa usurpare la credibilità che tanti anni di lavoro hanno messo dietro a quel simbolo.

Oppure può registrare un marchio qualcuno che lo crea ma non lo esercita, al fine di rivenderlo o cederlo ad altri. Ad esempio, la blogger di cui sopra, il giorno in cui si stufa del suo blog, senza lasciarlo morire può decidere di vendere blog e marchio a qualcun altro.

Ovviamente chi, oltre a poterlo fare, dovrebbe farlo, è proprio chi ha un simbolo e segno di impresa, con tanto di partita iva.

Quanto dura la protezione?

La legge prevede che la registrazione del marchio duri 10 anni, che possono poi essere rinnovati.

Perché solo 10 anni? Perché è questo il tempo che convenzionalmente viene ritenuto sufficiente per capire se il prodotto/servizio che vendiamo e che viene rappresentato dal marchio può rispondere alle nostre necessità e aspettative o no. Insomma, il diritto stabilisce che 10 anni sono un tempo bastevole per capire se il tuo marchio funziona.

Dopo un certo tempo potremmo non avere più interesse a mantenere la privativa sul marchio lasciando libero per altri imprenditori.

Perché registrare un marchio?

come registrare un marchio

Registrare un marchio non è un obbligo, ma qualcosa di fortemente consigliato per chiunque faccia attività di impresa.

Non curarci della registrazione del marchio può metterci di fronte a rischi di impresa notevoli, e ne elenco solo alcuni:

  • Usare per anni un marchio e poi lasciare che qualcuno lo registri al posto nostro, può farci trovare nell’antipatica situazione di dover affermare (in via giudiziale o stragiudiziale) il nostro diritto ad usare quel marchio. E non è detto che riusciamo a difendere la nostra posizione nel migliore dei modi, con la conseguenza che il giudice inibirebbe il nostro uso a favore del registrante.
  • In tal caso, dovremmo eliminare il nostro logo da prodotti e dal merchandising. Dovremmo rifare i biglietti da visita, il sito web, tutto il materiale usato a fini promozionali creato fino a questo punto.

Il diritto tutela anche i marchi non registrati, ma in modo minore

Esiste, nel diritto, anche il “marchio di fatto”, cioè quello che usiamo per anni senza registrarlo, per il quale otteniamo visibilità e successo e che poi qualcuno “copia” e registra.
Tuttavia la tutela in questo caso è minore. Se hai ad esempio un marchio non registrato e un altro imprenditore lo registra, potresti poter continuare ad usarlo ma magari solo a livello locale (dove appunto hai dimostrato di essere noto).

Quindi, chi ha usato il tuo marchio registrandolo, anche dopo di te, avrà comunque più diritti.

Un’ ultima notazione: un marchio registrato, quando l’imprenditore/professionista fa un buon lavoro di comunicazione, inserimento di valori e presenza nei confronti del pubblico, diventa un asset aziendale che, in caso di cessione, diventa economicamente valutabile. E’ il c.d “patrimonio immateriale” dell’impresa. Vogliamo farcelo sfuggire?

Perché correre il rischio di fare investimenti e poi trovarsi con un pugno di mosche in mano?

Soprattutto se prevedi che il tuo marchio possa diventare autorevole nel tuo settore, registralo. La legge ti aiuta, aiutala ad aiutarti.

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registrazione del marchio